Rete di Economia Solidale

I mezzi mostrano i fini

Argomento: Testi, contributi, ricerca, analisi
Data: 01 Dic 2009 - 09:32 PM
I mezzi mostrano i fini - Cambiare i metodi per cambiare la politica e l’economia

In questi ultimi mesi, dopo l'estate, sono stati proposti appelli ed eventi che ci hanno chiesto un'interlocuzione diretta attorno ai temi e alle esperienze che noi contribuiamo ad animare e ad interpretare; questi ci sollecitano a prendere parola come realtà, persone e organizzazioni, che da diversi anni stanno lavorando attivamente nei diversi territori alla costruzione di pratiche di economia solidale orientate alla promozione di modelli di economia e società alternativi al paradigma del capitalismo liberista.

La faticosa e quotidiana costruzione di reti, pratiche e modalità organizzative dal basso ci insegna la bellezza e la necessità di dedicare cura a tali processi, di valorizzarli e rappresentarli con modalità diverse dalle forme di rappresentanza tradizionale che da tempo hanno sterilizzato la partecipazione e la passione civica. Ci preme fare presente il patrimonio sociale, esperienziale, organizzativo, produttivo e relazionale maturato in questi anni nell’ambito delle reti e dei distretti di economia solidale italiana. Patrimonio in crescita, ricco di articolazioni e proposte, aperto al confronto e alla costruzione di un nuovo orizzonte sociale e politico. Nei numerosi appelli e percorsi lanciati riconosciamo lo stimolo positivo e necessario ad aprire un confronto serio e più generale sul futuro della democrazia, della politica e del modello di convivenza civile nel nostro paese, per evitare che le singole esperienze locali o “settoriali” si chiudano in se stesse. Tuttavia riteniamo che questo confronto debba avvenire su basi paritarie, inclusive, orizzontali; e soprattutto che non possa prescindere dai territori e dai protagonisti che collettivamente stanno cercando di sperimentare la transizione verso altri modelli di economia e di società.
Territori che rappresentano non solo laboratori di buone pratiche (o mera testimonianza), ma contengono il desiderio e la direzione di un cambiamento, in molti casi sperimentandone concretamente la fattibilità e la bellezza. Luoghi di un’altra politica, laboratori territoriali di innovazione sociale ed economica, spazi di apprendimento in cui si alternano prassi ed elaborazione.
Sarebbe una risposta davvero inadeguata, a fronte di una domanda tanto intensa e capillare quanto ancora molteplice ed imprecisa, la reiterazione di meccanismi autorappresentativi, eterodiretti ed autoreferenziali, sganciati dai processi reali e territoriali. Proprio il nostro modo di lavorare in rete è per noi un percorso per ricostruire, su nuove basi, coesione sociale, rappresentanza, democrazia. E’ già esso stesso alternativa politica. E se la crisi in atto può diventare volano per un cambiamento necessario e desiderabile, noi opereremo tra i soggetti che possono animare questo cambiamento contribuendo, con altri, ad ampliarne la portata e unirne le forze, tracciando nuove esperienze di democrazia partecipativa e deliberativa.
Sostenere e amplificare nel tempo le relazioni ed i valori nell'ambito di questo variegato mondo costituisce la precondizione per favorire la creazione di una rappresentanza di interessi ed una proposta credibile per il cambiamento di regole, politiche e scenari. Un soggetto necessariamente plurale e reticolare, radicato nei territori, ma capace di una sintesi autorevole, efficace e riconoscibile, anche al livello più alto di aggregazione, dei temi dell’economia solidale (ma anche della ricerca, della documentazione, della formazione, della comunicazione).
Riconoscere il valore delle molte pratiche in atto implica dunque che la ricomposizione delle differenti istanze debba avvenire dai livelli più vicini, sviluppando reti locali capaci innanzitutto di potenziare i processi di elaborazione e sperimentazione di nuovi scenari. Sarà la progressiva connessione delle reti territoriali ad articolare (con molto lavoro di “tessitura”) quel livello di sintesi “nazionale” da molte parti evocato. Nella certezza che si tratterà di un processo impegnativo ma solido e capace di uno slancio importante, perché radicato nella valorizzazione di pratiche “profonde”, in cui molti riconoscono gli strumenti efficaci ed attraenti (per quanto ancora parziali) di soddisfazione dei propri bisogni.
Tavolo RES (Rete di Economia Solidale), 1 dicembre 2009

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