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L'invasione degli anticorpi
Inviato da: andreas di 26 Set 2009 - 06:17 PM
Testi, contributi, ricerca, analisi In questo periodo, insieme all'aggravarsi della crisi, si moltiplicano tra le persone convinte che non sia sufficiente qualche correttivo al sistema attuale gli appelli e le proposte su cosa fare per poter progettare e mettere le basi di un sistema alternativo, riferendosi soprattutto ai campi dell'economia e della politica. Ci riferiamo in particolare all'appello lanciato da Francuccio Gesualdi "Come progettare un nuovo modello sociale?" (Carta N. 24, 3 luglio 2009), alla proposta della rivista Carta per un incontro su "Democrazia chilometro zero" fissato per ottobre a Firenze, e all'articolo a firma di Marco Deriu e altri dal titolo "Rigenerazioni - proposta per un soggetto politico non elettorale"; contemporaneamente, anche la Rete di Lilliput si sta interrogando su quali siano le esigenze attuali e quali forme potrebbe avere oggi una rete tra i soggetti che si impegnano per la costruzione di alternative. A queste iniziative vorremmo portare un contributo, principalmente di metodo.

Per poter meglio comprendere il nostro punto di vista è utile dire che chi scrive è attivo, attraverso l'esperienza dei Distretti di Economia Solidale (DES, vedi www.retecosol.org), nella costruzione di alternative che partono dai territori, cercando soluzioni che provino a rispondere ai problemi dei luoghi in un'ottica globale e coinvolgendo per quanto possibile gli abitanti ed i diversi attori del territorio. Anche l'ultimo convegno dei Gruppi di Acquisto Solidale a Petralia Sottana ha evidenziato, attraverso le esperienze raccontate, come i GAS possano contribuire alla costruzione di soluzioni ai problemi locali in un'ottica complessiva, e come l'evoluzione dell'esperienza dei GAS si fonda naturalmente con la costruzione dei Distretti di Economia Solidale. Questa prospettiva comporta la strategia delle reti di economia solidale come mezzo per poter da subito, anche in mezzo alle nostre contraddizioni, costruire spazi di “economia delle relazioni” centrati su un nuovo modello di benessere di comunità (il “bem vivir” proposto ora anche da alcune nuove costituzioni in Sud America).
Da questo nostro punto di vista riteniamo che la ricerca e realizzazione di una alternativa debbano necessariamente nascere a partire dalle diverse esperienze che i vari territori stanno portando avanti, mescolando tra loro i diversi elementi di innovazione proposti dai soggetti locali responsabili sul terreno sociale ed ambientale e sottoponendoli a verifica in un ciclo continuo di azione e riflessione. Pensiamo cioè che i territori con le loro persone, storie e idee debbano essere il baricentro della trasformazione, nella ricerca di soluzioni condivise perché replicate con successo. Pensiamo ad esempio alle molte esperienze positive e progetti legati alle filiere corte condivise e alla distribuzione sostenibile, per arrivare alle forme di finanziamento etico o alle esperienze partecipate nel campo dell'educazione. Riteniamo che qui, tra gli aspetti positivi di queste esperienze, vada cercato il nocciolo delle idee da ricombinare e portare avanti, creando così per queste idee e pratiche la possibilità di essere riconosciute e condivise dalle persone che stanno già vivendo i processi di trasformazione sul loro territorio. Questo modo di operare richiede però una grossa umiltà e la capacità di rendersi invisibili all'interno dei processi di trasformazione, qualità che sono purtroppo piuttosto rare.
Secondo la metafora proposta da Paul Hawken in "Moltitudine inarrestabile", le diverse organizzazioni che in tutto il mondo si battono per la giustizia, la difesa dell'ambiente e della cultura dei popoli indigeni agiscono come gli anticorpi della Terra di fronte ai suoi gravissimi malanni. Il sistema immunitario presenta diverse caratteristiche interessanti: è estremamente plastico e adattabile, è in grado di reagire sia velocemente che a lungo termine, in generale contro ogni aggressione e in maniera specifica contro bersagli precisi. E' organizzato come una rete di cellule che svolgono funzioni differenti ed utilizzano diverse tecniche in modo cooperativo, fornendo al sistema la capacità di ricordare le soluzioni adottate in passato, ricombinare e sperimentare numerose nuove soluzioni e moltiplicare rapidamente gli anticorpi che si mostrano efficaci.
Seguendo questa analogia, riteniamo che sia utile trovare le occasioni per rimescolare le sequenze genetiche che portiamo, e magari in questo modo generare nuovi anticorpi. Certo, questi anticorpi vanno pensati per la funzione che devono svolgere, ma allo stesso tempo verificati nella loro efficacia. Se si riuscisse nel compito non facile di trovare dei metodi innovativi per lasciar parlare e rimescolare le esperienze di partecipazione a chilometri zero, l'incontro promosso da Carta a ottobre potrebbe essere una prima occasione in questo senso, a cui speriamo ne seguiranno altre. La nuova democrazia potrà nascere così, partendo da chi è attivo nella soluzione dei problemi insieme locali e globali e sperimentando metodi collaborativi e reticolari di confronto e decisione.

Andrea Saroldi, Mauro Serventi, Davide Biolghini, Riccardo Troisi, Loris Asoli, Marco Servettini, Sergio Venezia, Gabriele Bollini, Francesco Paci.
 
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